sabato 11 novembre 2017

Le 10 sigle dei cartoni animati più belle di sempre

Torno a scrivere le mie meravigliose classifiche perché ho ascoltato la nuova raccolta di Cristina D'Avena "Duets - Tutti cantano Cristina", dove lei duetta con i big della musica di oggi.
Non mi soffermerò sull'album (anche perché alcune canzoni volevo cantarle io con te Cristina), ma volevo condividere con voi le dieci sigle di cartoni più belle secondo il mio insindacabile giudizio; alcune sono rimaste fuori dalla nuova raccolta e io volevo fare giustizia.



1) Sailor Moon
Come non poter iniziare la classifica con Sailor Moon che è qui per punirci in nome della Luna (cit)? Le guerriere salir sono state una costante della mia infanzia, sia nei pomeriggi passati a guardare Bim Bum Bam sia nei giochi con le amiche (non mi hanno mai fatto fare Sailor Moon, è un trauma che ancora non ho superato). La prima sigla della guerriera della Luna e delle sue amiche prende subito dal primissimo attacco ed è un crescendo: al ritornello di solito si perde il controllo.
Qui la versione originale. 
La nuova versione ci fa sentire Cristina che duetta amabilmente con Chiara e vi consiglio caldamente di ascoltarla, è meravigliosa.

2) Pollon
Pollon è un altro pilastro della mia infanzia. Per anni ho cantato la sua canzoncina "sembra talco, ma non è" senza sapere cosa stavo dicendo; era un cartone simpatico e la sigla ti metteva subito a posto con te stesso. Il ritmo è bello cadenzato, non cambia mai ed è per questo che è così bella.
Qui la versione originale.
Nella nuova versione Cristina si fa accompagnare da J-Ax e io ho ancora dei sentimenti contrastanti a riguardo.

3) Una spada per Lady Oscar
Mademoiselle Oscar l'ho bistrattata per qualche anno, non riuscivo a comprendere appieno la meraviglia di questo cartone. Ho sempre però apprezzato la sigla: una marcia energetica che ti prepara al ritornello più sentito di sempre.
Qui l'originale.
In Duets Cristina canta le avventure di Madamigella Oscar con Noemi, altro pezzo da non perdere assolutamente.

4) Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo
Ammetto di non aver mai visto questo cartone. Ho scoperto la sigla preparando un CD (ebbene si, avete letto bene, un CD) per le vacanze in Sardegna del 2016. Ho messo tutte le sigle possibili dei cartoni e dentro a tante raccolte della Divina c'era anche questa canzone. Mi ha conquistato subito. Continuo a non sapere di cosa parli il cartone, ma la sigla la so a memoria.
Qui l'originale. Malgrado l'alta considerazione che ho di questa sigla questa non compare nell'elenco delle 16 canzoni di Cristina, peccato.

5) Jem
Jem e le Hologram sono il motivo per il quale io canto in un gruppo, sappiatelo. Ho sempre voluto chiome colorate e pubblico in delirio perché "sono una cantante, bella e affascinante  e canto il rock 'n' roll". Super eleganti, le Jem sono le glam rocker dei cartoni.
Qui la versione originale.
Le Jem sono state rivisitate da Cristina con l'aiuto di Emma e sono diventate ancora più potenti.

6) Batman
Grande assente è proprio lui, l'uomo pipistrello (è Batman! cit). Dimenticata da molti, ma non da me, questa è una di quelle sigle che strano in testa e ci rimangono per anni; cliccate qui per provare, a vostro rischio e pericolo.

7) Che campioni Holly e Benji
Campioni indiscussi di tutto, dal campo alla sigla di apertura del cartone. Le avventure dei campioni giapponesi mi hanno entusiasmato, mi hanno fatto quasi credere che il Giappone potesse davvero vincere i mondiali. Poco si può dire di questa sigla meravigliosa, bisogna solo ascoltarla.
Benji & Fede accompagnano Cristina nella nuova raccolta ed è venuta fuori una canzone un pò diversa, che devo riascoltare ancora parecchie volte per riuscire a dare un giudizio.

8) Vola mio Mini Pony
L'assenza dei pony colorati dalla nuova raccolta della Divina mi ha un pò spiazzato: certo, la trama del cartone non è profondissima, ma vogliamo parlare della potenza della sigla? Mette subito di buon umore! Ha anche un altro fantastico pregio: al posto di pony si può mettere qualsiasi parola e la sigla funziona comunque. Eccola qui, fate pure tutte le prove che volete.

9) Ti voglio bene Denver
Denver è un altro grande assente e per tutti i fossili (cit) doveva davvero esserci nella lista dei 16 duetti. Le avventure del cucciolo verde senza età venivano introdotte da una sigla che faceva scatenare e cantare tutti (dite la verità, state già cantando nella vostra testa). Rendiamole giustizia e ascoltiamola qua a volume stellare.

10) E' quasi magia Johnny
Questa sigla e il suo ritmo non hanno bisogno di spiegazioni, va solo ascoltata (anche lei) ad un volume assurdo. Preparatevi ad urlarla a squarciagola qua.
In Duets Cristina la canta con i La Rua ed anche questa è da ascoltare a tutto volume!

E' stato difficile selezionarne solo 10, davvero difficile. E le vostre preferite quali sono?
Nel frattempo comprate e/o ascoltate su Apple Music/Spotify Duets - Tutti cantano Cristina che ne vale davvero la pena! 

n.d.r: nota d'onore va a "Siamo fatti così" con Elio. Ascoltatela e poi mi direte.

giovedì 1 dicembre 2016

10 ansie pre-natalizie che non ci abbandoneranno mai.

L'aria sta diventando fredda e frizzante, se la si respira bene a pieni polmoni si sente chiaramente che il periodo natalizio è alle porte con le sue canzoni martellanti e i suoi babbi natale penzolanti dai balconi. Ho pensato che fosse il periodo giusto per tornare con una lista, come al solito non chiesta, di ansie che affliggono l'essere umano al pensiero del Natale.

1) Regali.
Il primo pensiero che genera ansia e disperazione è sicuramente quello dei regali. Cosa fare, a chi farli...un turbinio di emozioni dal quale è difficile riuscire ad uscirne sani (e con ancora tutti gli amici).  Iniziamo a pensarci più o meno un mese prima, ci facciamo uno schema mentale e ci ripromettiamo di comprare i regali con anticipo "così sono tranquillo e non devo fare tutto all'ultimo?"; alzi la mano chi, almeno una volta, ha infranto la promessa (io ho un record personale di svariate vigilie di Natale all'insegna dello shopping disperato).

2) "Che regalo vuoi a Natale?"
Insieme al pensiero dei regali per gli altri, la costante ed ossessiva domanda di parenti ed amici per sapere cosa desideriamo mi fa cadere in uno stato di paranoia/panico senza precedenti. Passiamo metà del nostro tempo a desiderare cose, ma alla domanda "che regalo vuoi?" il nostro cervello smette di dare segnali di vita, lasciando solo spazio alla disperazione e al non saper formulare un desiderio, aumentando in modo desolante l'ansia da "o mio dio, ora cosa mi trovo sotto l'albero?". Volete la risposta? Niente, perché "Eh, non sapevo cosa prenderti. Andiamo insieme e scegli qualcosa tu".

3) L'albero e il presepe.
Il Natale in casa inizia davvero solo quando si tirano fuori gli addobbi. Ogni zona d'Italia ha un momento preciso per tirare fuori albero e presepe e far respirare alla casa la magica aria del Natale. Io, seguendo alla lettera la tradizione, vado a scovare l'albero e il presepe il 7 Dicembre. Si, ho detto scovare, perché nulla è mai dove l'ho lasciato l'anno prima. Sorvoliamo sulla condizione della confezione dell'albero (finto da quando me lo sono tirata addosso a 3 anni) e dal fatto che ogni anno le decorazioni, nonostante foto e impegno, non vengono mai come voglio e concentriamoci sulle luci che accompagnano le decorazioni; quando le si toglie si sta molto attenti a non ingarbugliarle, ma magicamente quando le si toglie un anno dopo si trovano nodi che neanche una marinaio può sciogliere. Personalmente ho un attimo di panico ogni volta che faccio la prova per vedere se vanno tutte le lampadine perché poi, puntualmente, sbaglio la lunghezza del filo e l'albero sembra arrivare direttamente da pianeta degli alberi di natale tristi.


4) Le luminarie in città.
Le luminarie sono i segno che lo shopping natalizio deve incominciare. Teoricamente seguono anche loro le tradizioni, ma ultimamente le si possono vedere già montate e luccicanti da metà Novembre in poi, pronte a ricordarci che il Natale si avvicina, che un altro anno se ne va e che i nostri buoni propositi sono andati a farsi benedire; questo è un ragionamento tipico che si forma nella mia testa quando vedo la prima luminaria accesa della stagione.



5) Cena della vigilia? Pranzo di Natale?
Natale non si festeggia solo il 25 con l'apertura dei regali, ma si festeggia a tavola per giorni. Le tradizioni sono diverse, ma di norma si iniziano le danze con la cena della vigilia e si continua il giorno dopo, con il grande pranzo di Natale. Alla vigilia è di norma il pesce, a Natale è di norma TUTTO. Perché l'ho inserito tra le ansie? Non sono amante del pesce e questo rovina sempre l'inizio delle grandi abbuffate perché non sempre tutti hanno l'alternativa pronta e io finisco per mangiare solo arachidi.

6) Chi invito?
Ogni pasto delle feste prevede un protocollo preciso, ma che ogni anni subisce dei piccoli cambiamenti. Gli inviti e le presenze ai vari pasti possono decidere gli equilibri familiari per l'anno successivo (e non solo). Se si sbaglia solo un invito si è fregati per sempre, perché se inviti la suocera prima della mamma quest'ultima non te lo farà mai dimenticare. E i cugini? E gli zii? E i parenti del compagno? E gli amici? Al pensiero sono già in un angolo a piangere.

7) Cosa cucino?
Il grande cruccio delle donne in ogni casa. Come per i regali si cerca di fare una lista mesi prima, per arrivare alla follia senza senso della settimana prima di Natale, dove carrelli impazziti sfrecciano per i supermercati e le visite di siti di cucina hanno i top di visita. Io inizio ad andare in paranoia (mandandoci anche mia madre) ad inizio Novembre, cercando piatti particolari da fare, piatti diversi e esotici, consapevole del fatto che se non c'è la lasagna il 25 io lascio il tavolo indignata.

8) Panettone (e pandoro) is on the table.
L'eterna lotta gastronomica. Panettone e pandoro sono due mondi diversi (non stiamo a contare i sottofondi come panettone con/senza canditi e pandoro di una o dell'altra marca); i sostenitori delle due fazioni non si capiscono e lottano tra di loro, quindi a tavola bisogna necessariamente averli tutti e due e bisogna pure sperare di aver azzeccato i gusti di almeno uno degli invitati (perché se non gli azzecchi il pandoro e il panettone hanno la capacità di rimanere nelle dispense per anni).

9) Gli avanzi di Santo Stefano.
Santo Stefano chiude il primo giro di abbuffate. Si parte sempre con l'idea di far fuori gli avanzi di Natale e Vigilia, ma all'improvviso ci si ritrova a fare ravioli e a bollire capponi per un esercito (con corsa disperata alla ricerca di un supermercato aperto anche solo un minuto. Rientra anche qui l'ansia de: chi invito? Non è che se li invito a Santo Stefano pensano che li consideri di serie B?

10) E anche il Natale è finito. Ma quindi che facciamo a Capodanno?
Mi sento solo di condividere con voi la nostra reazione a questa domanda:

E le vostre ansie natalizie? Condividete e consoliamoci a vicenda!




lunedì 24 novembre 2014

10 (nuovi) imprendibili programmi di Real Time

Non potevo pensare ad un ritorno migliore di questo. Ultimamente non sto guardano molta televisione (si, lo so, sono una brutta persona), ma qualche minuto per Real Time lo trovo sempre; è più forte di me, prendo in mano il telecomando e mi trovo all'improvviso su quel fantastico canale.
Visto la mia forte dipendenza (che potete vedere anche qua) sono in grado di stilare, di nuovo, un mio elenco di programmi, che siano tutt'ora in onda oppure no.

1) Il mio gatto è indemoniato
Ognuno di noi ha una sua personalissima opinione sui gatti; io personalmente li amo alla follia. Potete quindi capire il mio entusiasmo quando Real Time ha deciso di trasmettere questo programma, che è riassumibile così: Jackson Galaxy, maggior esperto di comportamento felino e rocker per divertimento, viaggio da un capo al mondo degli Stati Uniti d'America per riportare la pace e la serenità nelle case dove vivono gatti senza controllo (urinano ovunque, attaccano chiunque e cose del genere). Dopo un'accurata osservazione, che finisce puntualmente con lui sanguinante, Jackson pensa ad un piano d'attacco, che normalmente consiste in giochi e passeggiate all'aperto. Nonostante lo scetticismo di tutti, i gatti migliorano! Quindi i gatti vogliono solo una cosa: attenzioni. Come i loro colleghi cani. Ma guarda un po'.


2) Io e le mie mogli
Il programma segue le vicenda (90 su 100 drammatiche) della famiglia Brown, una famigliola nativa dello Utah, mormona e poligama. Kody Brown conduce il clan, seguito dalla sue 4 fedeli mogli. Sì, avete capito bene, QUATTRO mogli. Ognuna con almeno 3 figli, se non di più. Ognuna di loro ha la sua casa e quest'uomo divide il suo tempo tra le mogli, per tenere la super famiglia unita. Qualche tempo fa si parlava di una quinta moglie.
Ora mi rivolgo a voi maschietti: riuscite ad immaginarvi una vita con quattro mogli in contemporanea? Siete già scappati vero?


3) Il nostro piccolo grande amore
Ogni volta che lo vedo mi si spezza il cuore. Adoro vedere la vita familiare di Jen e e Bill, due sposini innamoratissimi affetti da nanismo. Siamo ormai alla sesta stagione, hanno ridimensionato la loro casa, hanno adottato due adorabili bambini (Will e Zoe) affetti anche loro da nanismo. Purtroppo Jen, la mamma più mamma che ci possa essere, sta combattendo una battaglia contro il cancro e io tifo tanto per lei. Vi dico una cosa: ogni volta che questo programma va in onda io piango come una fontana. Il mio cuore non può reggere così tanto amore.

4) Sex Er: tutta colpa del sesso
Il titolo dice tutto: una nottata di passione che va nel verso sbagliato e si finisce in ospedale. AGGHIAGGIANDE (per dirla alla Conte). Devo dire che le situazioni sono esilaranti, ma mai quanto il promo che si sono inventati per promuovere il programma, che era decisamente GENIALE.
La meglio puntata è stata quella della ragazza che sfonda con la testa il muro di casa sua durante l'amplesso #priceless

5) Dire, Fare, Baciare (la versione UK però)
Jenny Frost (ex Atomic Kitten) e Pod cercano di far tornare il buongusto alla ragazze oltremanica, ossessionate con autoabbronzante-strass-vestiti inesistenti- unghie/extentions/ciglia finte e chi più ne ha più ne metta. Le ragazze hanno evidenti problemi, Pod le umilia, le riporta alla luce e loro che fanno? Ritornano come prima.

6) Il mio grosso grasso matrimonio Gypsy
All'inizio ero scettica a riguardo. Insomma, i gypsy sono un po' i tamarri nostrani, solo che hanno una tradizione millenaria alle spalle. Che siano traveller o no, i preparativi del matrimonio di una coppia gypsy sono la cosa più importante del secolo. Ci si organizza in poco tempo e tutto deve essere enormemente fantastico. Le donne hanno vestiti giganti, gli uomini non fanno niente e 90 su 100 il matrimonio finisce con una bella rissa.
In tutto ciò io adoro i vestiti da sposa gypsy, voglio un vestito pieno di strass firmato Sondra Celli e voglio la tiara. E tanti strass, tantissimi strass.

7) Bake Off
Ogni volta che guardo talent culinari sono perplessa. La domanda che mi sorge sempre spontanea è: ma questi come sanno fare TUTTO se sono dei semplici amatori?
Con Bake Off la domanda è più che lecita. La pasticceria è sostanzialmente chimica, è la parte più precisa della cucina e i concorrenti sono dei mostri. Ho visto fare dolci che solo Ernst Knam può fare e ho visto i concorrenti riuscire, in qualche modo, a riproporli. Le rare volte in cui mi sono detta "sono umani anche loro" sono state: il panico prima di girare la tarte latin, la signora Enrica che ha messo sale al posto dello zucchero praticamente in tutte le puntate e gli attacchi di nervoso di Federico (rinominato da me il Precisetti) quando la goccia di cioccolato non cadeva dove voleva.

8) Cucine da Incubo
Gordon Ramsey si dedica al salvataggio di ristoranti strampalati, sporchi con menù improponibili e gestori imbarazzanti. Gordon viene chiamato dal gestore che, ovviamente, sarà contro qualsiasi cosa lui dica (fa niente che servono passi cucinati con cibi marci, la cucina rimane buonissima). E io tutte le volte mi chiedo: perché, in nome di Superman, perché lo hai chiamato se non vuoi sentire la verità?
Gordon riesce sempre nel salvataggio, ma poi sta al titolare che, se non è un cretino, a volte ce la fa.

9) Hotel da Incubo
Gordon Ramsay salva tutto, anche alberghi. Il programma è sulla falsa riga di Cucine da incubo, ma si interessa di attività alberghiere fuori da ogni logica e ragione. Il meglio del meglio lo da quando passa la luce utravioletta sulle lenzuola per trovare ricordi disgustosi. E via con i conati di vomito

10) Molto bene
Benedetta Parodi mi piace un sacco, non tanto per le ricette, ma tanto perché è una cabinista totale in cucina, come me. Lascia indietro di tutto mentre sta attenta a non far bruciare la pietanza più improbabile del momento; grande equilibrio, ma soprattutto, grande squadra di pulizie.

Real Time, non mi deludi mai.